luoghi statali
Penso che tu abbia già riscontrato questa situazione in cui qualcuno vicino alla tua famiglia ti lascia dei beni immobili. Entusiasta, sorpreso o sconcertato, senti una serie di emozioni impossessarsi di te e richiamare ricordi venati di una certa amarezza. Questo spazio, se ha fatto parte del tuo percorso di vita, ti riporterà all'album di immagini della tua infanzia e inevitabilmente ti proietterà in un'atmosfera d'altri tempi.
È anche un'occasione per reintegrare persone vicine in un universo più o meno lontano la cui colorazione era diversa. A volte questo posto lo ritrovi molti anni dopo averlo abbandonato per mancanza di tempo o semplicemente perché il tempo ha lasciato il segno rompendo la routine del ritrovarti lì. Spesso questo luogo ha accumulato nel tempo una propria saggezza, con i suoi codici cromatici e il suo spostamento visivo un po' inattuale.
Dopo il momento nostalgico dei ricordi, la scelta di conservarlo, condividerlo o rivenderlo occupa allora un posto considerevole nella vostra mente e si impone come un compito primordiale e al quale è necessario fare una scelta che vi possa pienamente soddisfare senza alcuna ombra di rammarico. Questa scelta è talvolta molto delicata o difficile quando questo immobile è il risultato di un'eredità condivisa.
La storia del luogo, l'attaccamento di ciascuno ad esso, le intenzioni nei suoi confronti sono tante volte posizioni che si contrappongono con interessi diversi. Spesso lo scopo di una situazione del genere è quello di mettere in vendita l'immobile, neutralizzando così l'effetto sharing, con tutti i compromessi che questo impone. Questa situazione si verifica molto spesso e permette a tutti di ridefinire nuove direzioni.
Talvolta, per avvalorare questa difficilissima scelta, è auspicabile rivedere l'immobile, effettuare un'ultima visita al luogo sovrapponendo come strati emotivi i ricordi e le singolarità dello stato attuale. Durante tutto il cammino, la scelta finale resta impressa come una traccia indelebile e la decisione finale appare allora ovvia.
Recentemente ho avuto l'opportunità di scoprire una casa di paese che era stata oggetto di molte domande e la cui prima scelta era quella di venderla. Alla vigilia della vendita, i figli eredi hanno fatto un'ultima visita come per cercare di seppellire ogni traccia di nostalgia, pensando così di chiudere uno degli album fotografici di famiglia. Il bagno del piano superiore, che aveva conservato la sua autenticità, fu, per alcuni istanti, rivelatore di una nuova postura. La scelta è stata ovvia eliminando magistralmente la necessità di vendere questa piccola casa di paese, interrompendo immediatamente tutte le pratiche in corso.
L'aspetto trasversale della casa immersa nella morbida luce vegetale proveniente dal giardino, gli elementi tondeggianti di questo bagno, il parquet di rovere invecchiato e croccante, il tutto mescolato in sovrapposizione con i pianti dei bambini delle vacanze scolastiche di un tempo finivano per affermarsi questa decisione tanto sorprendente quanto improvvisa.
Quando ho scoperto questa casa, qualche mese dopo la decisione di tenerla, si erano formati nuovi propositi nella mente della proprietaria che mi ha mostrato il luogo raccontandomi le diverse sovrapposizioni di immagini che aveva potuto vivere durante la sua ultima visita. È così che ho scoperto il bagno o almeno ciò che ne restava perché nella mente degli eredi aveva preso forma l'intenzione di ristrutturare questa casa. La storia di questo laghetto dai colori antiquati e dalle attrezzature quasi da laboratorio mi ha proiettato in questo universo insolito i cui spazi solo il tempo sa rievocare.
La vasca era già stata rimossa ma la rubinetteria è rimasta fissata al muro come a indicarne perfettamente la posizione, il lavabo bianco affiancato dai suoi due rubinetti ha raccolto la sfida della ristrutturazione in corso come a segnare il proprio territorio. Sopra il lavandino, la collocazione di uno specchio già smontato rivelava le iniziali di un amore appassionato mentre pochi centimetri più in là il chiodo ossidato e solitario sorreggeva la mascherina chirurgica necessaria in questo periodo sanitario alquanto complesso. Ai lati di questi elementi che simboleggiavano il bagno, la traccia dei vecchi tramezzi in mattoni ha permesso di definire lo spazio di questa stanza.
Affinché anche tu possa immergerti in questo universo insolito, scoprire quest'opera e aprire la porta di questo bagno.